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Modello di distribuzione condominiale anche nell’energia rinnovabile
3 giugno 2015
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La data di riferimento è stabilita per il primo Luglio, data in cui tutti gli edifici dovranno essere più efficienti per quanto riguarda il profilo energetico. M5S è in procinto di presentare un disegno di legge che permetterà la facilitazione dell’autoconsumo di energia elettrica ( previsto anche un modello di distribuzione condominiale). La normativa necessita di essere aggiornata e adeguata perché ad ora non consente l’utilizzo di più utenze elettriche a partire dallo stesso impianto rinnovabile.

Il fulcro del problema è che spesso la produzione dell’energia elettrica supera il fabbisogno energetico necessario generando un surplus che viene poi non sfruttato o riversato in rete nel migliore dei casi. Dati questi presupposti, l’autoproduzione risulta poco conveniente economicamente. Il consumo di una sola utenza non è sufficiente per utilizzare la totalità dell’energia prodotta dall’impianto. La soluzione sarebbe quindi, con un modello di distribuzione condominiale, di permettere l’utilizzo dello stesso impianto a più unità domestiche; in tal modo andrebbero eliminati gli sprechi e la rete pubblica si prenderebbe carico del fabbisogno energetico notturno.

Nel nuovo disegno di legge l’M5S ha quindi pensato di applicare il modello di distribuzione condominiale allo spicchio della produzione energetica che fa parte delle energie rinnovabili, come l’acqua potabile. Esiste un unico contatore condominiale addetto a registrare i consumi; i costi verranno poi redistribuiti attraverso i contatori delle singole unità abitative. Il modo migliore per abbattere i costi condominiali e per arrivare ad un’efficienza energetica.

Inoltre il titolare di un impianto, attraverso lo “ scambio sul posto”, ha la possibilità di attuare una forma di autoconsumo: immettendo in rete l’energia prodotta dall’impianto, che non è stata consumata, potrà prelevarla successivamente in un momento di necessità maggiore. Avendo energia utilizzabile, il proprietario dell’impianto può fare richiesta al GSE per ottenere una compensazione tra valore economico dato dall’immissione della sua energia in surplus all’interno della rete, e quello dell’energia conservata e consumata successivamente.

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